Un crowdfunding di cuore e ceramica.

Un crowdfunding di cuore e ceramica.

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Questa storia parte da molto lontano. Da così lontano che converrà che vi mettiate comodi. Tipo poltrona, coperta, generi di conforto.

Francesca è una ragazza che ho conosciuto quattro anni fa, di professione fa la sciamana dei vasi, cioè prende la terra ci parla, ci fa gli incantesimi e quella diventa una tazza, una pentola per fare i fagioli buonissimi, un vaso che dove lo metti sta. Con lei ho condiviso il pomeriggio della Vigilia di Natale del 2010 mentre tenevamo i nostri banchetti sotto i gelidi portici biellesi a meno tredici gradi, roba che se non sei fortemente motivato manco per il *****, avete capito. E lì tra un bicchiere di vino a una sciarpa tirata sopra il naso avevo avuto modo di ammirare le sue creazioni per la prima volta. E di comprare una pentola. Quella che fa i fagioli buonissimi (e li fa buoni per davvero). Il giorno dopo avevo la febbre. Ma questa è un’altra storia.

L’ultima volta che ci siamo viste credo fosse a un picnic/grigliata. E credo che l’immagine che mi fosse rimasta di lei fosse una sorta di mix tra la forma asciutta delle sue creazioni, la caparbietà del suo sguardo e questa foto in cui il suo cane attende con ansia che qualcuno gli lanci qualcosa da mangiare.

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A gennaio Francesca mi scrive per dirmi che ha in mente di mettere su una campagna di crowdfunding; vorrebbe un forno nuovo per sperimentare  la ceramica e le piace quel modo di arrivarci, con la fiducia delle persone, con un progetto a più mani. Il mio carissimo amico Carolus, altresì l’uomo che trova il groove anche alle sagre dell’agnolotto, le ha consigliato di contattarmi perché sa che il crowdfunding mi ha fatto prendere parecchio bene.

Il cf infatti è bello perché non è solo una raccolta di fondi ma anche una raccolta di fiducia, di consenso delle persone che condividono una storia e ci credono, per un attimo smettono di preoccuparsi di tutte le loro magagne e si fermano e pensano “ok, questa è una bella idea ed è giusto che le belle idee abbiano il loro spazio, faccio una piccola donazione e sogno un po’ anch’io”.

Non so perché quando si parla di campagne di crowdfunding mi viene sempre in mente l’inflazionatissimo pezzo delle città Invisibili di Calvino, quello che dice che per combattere l’inferno del nostro stare insieme dobbiamo riconoscere e dare spazio a ciò che non lo è, ciò è che è diverso, che è bellezza, gratuità, felicità, leggerezza, speranza.

Che è quello che ho pensato oggi guardando il video di “Bianco Porcellana” e parlando al telefono con Carlo e Francesca in questi giorni. Non ho bisogno di dirvi quanto sia brava Francesca, né ho bisogno di dirvi con quanta cura e passione abbia preparato questa campagna. Basta che diate un’occhiata al video, al sito, alle sue creazioni.

Non ho bisogno di dirvi che questa è bellezza e che bisogna darle spazio.

Qui il video; qui la campagna; qui la pagina facebook.

Daje.

 

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