Consigli per runner alle prime armi

Consigli per runner alle prime armi

correre E per prime armi intendo che fino a ieri stavate spalmati sul divano a scofanarvi tutto ciò che di putrido la piramide alimentare può offrirvi (bretzel, oh bretzel)

  1. Comprate tantissimi gadget. Per me che sono un’ ex sportiva (e tra l’esserlo e il non esserlo sono passati n anni) il gadget motivante è sempre stato fondamentale. Vuoi mettere andare a correre con quella tuta che mettevi alle superiori nelle ore di educazione fisica per fumare in cortile? Quanto può essere motivante? Zero? Via libera al gadget, alla tuta tecnica, alla fascia da braccio. Confondetevi con chi è sportivo sul serio. Tiratevela a pacchi.
  1. Fate streching. Questo è un consiglio serio. Costringetevi a piegarvi anche là ove è chiaro che i vostri tendini sono diventati lunghi come degli stuzzicadenti. A forza di insistere succederà che riusciate ad allacciarvi le scarpe senza dovervi piegare e dentro di voi partirà una piccola standing ovation.
  1. Musica maestro. Correre senza musica, soprattutto all’inizio quando si è spompati come leoni marini sul tapis roulant vuol dire una cosa sola: sentire il vostro fiatone che aumenta e diventa  un rantolo e prendervi parecchio male per come state messi. Una deliziosa playlist coprirà con perizia la vostra lenta agonia e vi darà l’impressione di essere meno affaticate (l’impressione)
  1. Allacciatevi bene le scarpe. Non c’è niente di più fastidioso mentre correte di dovervi fermare per allacciarvi una scarpa. Il fiato si spezza, il sudore vi cola in faccia, i muscoli muoiono seduta stante. Occhio anche a non allacciarle troppo strette; ho già sperimentato in prima persona la piacevole sensazione di correre con i piedi palmati perché mi si erano addormentate tutte le dita dei piedi.
  1. Non esagerate. Ricordo un paio di anni fa, con la tipica noncuranza pre-trent’anni di avere corso la prima volta un numero di chilometri imprecisato galvanizzata dalla mia prestanza fisica. Tornata a casa avevo una nausea così forte che neanche il traghetto per Messina con mare forza nove. Il giorno dopo non camminavo con le gambe. Ma coi gomiti.
  1. Datevi degli obiettivi.  Cose alla vostra portata: imparare a non iperventilare come un carlino, correre almeno due volte la settimana, aumentare gradualmente andatura e distanze, cercare di non spezzarvi una caviglia o un ginocchio o entrambi. A questo proposito esistono una serie di fichissime app che misurano qualsiasi cosa possa interessarvi misurare: distanza, velocità, calorie perse, il numero di telefono del tipo col torace a tre ante che è appena passato. (io uso Nike + Running, ma ci stanno pure Runstatic, Runkeeper, Endomondo).
  1. Attenzione al fanatismo. Ovvero quello che vi spinge a mettere la tuta sempre, a parlare con tutti della corsa, dei suoi benefici, di quanto siete fighi voi che la fate (sì vabbè da 4 giorni) e quanto sfighi gli altri. Alla gente non interessa quantificare il vostro sudore quotidiano né essere molestata con i pregi delle magliette traspiranti. E’ un hobby privato che potete provare a condividere con chi vi sta accanto senza assumere le sembianze di un terribile Mostro Pippone (e venire malamente sfottuti dai propri parenti, si allega testimonianza fotografica).

correre Io dopo due settimane posso dire che sono fieramente rientrata dentro un vestito che avevo comprato post influenza intestinale sentendomi fichissima (Ndr mai più messo da allora, parevo un cotechino dentro un collant). Certo, i bretzel mi mancano tanto ma devo ammettere che correre all’aria aperta, sudare copiosamente, fare altro che stare piegata davanti a un computer mi ha migliorato l’umore oltre ai fianchi. E poi il karma mi ha dato un segno. Ecco cos’ho trovato durante la mia ultima corsa al parco: correre

God bless us.

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