Losnafobia, la paura dei fulmini

Losnafobia, la paura dei fulmini

fulmini

Del perché ho paura dei temporali

Per coloro che stanno esclamando ”ma che ce ne fotte a noi?” consiglio senza alcun livore di veleggiare altrove. Questo post parlerà infatti delle origini della mia ceraunofobia, di adulti mitomani e di come superare i propri traumi psichici. O forse no.

Ma non indugiamo oltre amici!

Il mio terrore dei temporali si manifesta nell’infanzia, quando passavo lunghi e meravigliosi pomeriggi nella tabaccheria di mio nonno e mi intrattenevo con merendine, pipe e soliti avventori. Immaginatevi una bambina di sette anni e un negozio a disposizione in cui mettere mani dappertutto, giocare a nascondersi negli scaffali, mangiare patatine e cioccolata come se non ci fosse un domani,  fare la commessa smazzando tabacco e pacchetti di sigarette; insomma, il paradiso. Mio nonno era solito tenere una panca di legno all’interno della tabaccheria dove i diversi clienti, che negli anni erano diventati amici, venivano a intrattenersi un po’ come se fosse un bar, chiacchierando del più o del meno.

Nessuno si preoccupava più di tanto della mia presenza, o di quella di mia sorella, perché all’epoca eravamo alte meno del bancone e perché  trascorrevamo l’80% del tempo nascoste dietro una cassettiera piena di accendini Zippo, fingendo di essere minatori al lavoro (ok, è chiaro che qui ci sarebbe materiale per squadroni di psichiatri).

Tra i vari personaggi che bazzicavano la tabaccheria figurava anche un uomo alto col cappello, che siccome non ricollego a nessun nome di battesimo sarà da qui in avanti indicato come l’UACC (Uomo alto col cappello), il quale un bel giorno, dopo aver acquistato l’usuale pacchetto di Esportazione senza filtro narró a mio nonno un drammatico episodio.

(Col senno di poi si trattava probabilmente di un’immane cazzatona ma io avevo sette anni e una candida fiducia nella veridicità delle testimonianze di chiunque). Quel giorno l’UACC dopo essersi accomodato sulla panca si tolse il cappello e iniziò a chiedere a mio nonno se aveva sentito il temporale della sera prima, e che tuoni e che fulmini! ma mio nonno, impegnato a servire altri clienti, lo stava calcolando poco assai, così l’UACC decise di alzare la posta in gioco:

Ma sai  che la notte scorsa a un mio amico gli è entrata una losna* in casa e ha dato fuoco a tutto?”
*lòsna = scarica elettrica che si produce tra due nubi o tra una nube e il terreno, accompagnata da una viva luce e un forte fragore (tròn)

Minchia! Pensai nella mia mente di tenera bambina, un fulmine in casa? Avevano voglia i miei a dirmi che non dovevo avere paura dei temporali perché nel mio letto ero al sicuro…Un fulmine, che mentre dormi  fa liquefare le tapparelle e ti incendia il letto! Sti grandissimi! Ma perché nessuno mi aveva mai messo al corrente di questo tremendo pericolo?

Così grazie a questo banfone cappellato ho trascorso i successivi dieci anni della mia vita a cagarmi sotto dalla paura tutte le volte che sentivo accennare nell’aria un timido tuono estivo. Non si contano le notti insonni con la testa cacciata sotto le lenzuola e  le dita infilate nelle orecchie per non sentire il rumore dei tuoni. E fate conto che la Bassa è un po’ il Midwest dell’Italia; non per niente il dialetto piemontese ha un apposito proverbio dedicato alle manifestazioni temporalesche che mia nonna era solita recitare all’avvistamento del primo cirrocumulo all’orizzonte, come un’oscura profezia: “Tempural d’la muntagna,pija la sapa e và ‘n campagna….tempural dal munfrà, pija la sapa e scapa a cà“.

fulmini

Uno dei film più bellissimi di sempre!

L’unico rimedio per guarire dalla ceraunofobia è esercitare il proprio raziocinio ogni volta che si scatena un temporale; l’Uomo col Cappello era un banfone, nessuna losna può polverizzarmi mentre dormo, in fondo non sono altro che scariche di elettricità e un po’ di pioggia. Tuttavia in caso di fulminazzi secchi e manifestazione temporalesche violente tendo comunque a frequentare locali interni della casa e soprattutto evito di stare impalata davanti alle finestre, che non si sa mai.

Vi rimando a un interessante link che riporta un elenco delle fobie più frequenti; grazie a questo approfondimento ho scoperto di essere affetta da nomofobia,  pediofobia (specie di porcellana, grazie Chucky), tafofobia (grazie Buried, grazie Kill Bill) e apifobia (grazie Macaualy Culkin).

Buona fobia a tutti!

No Comments

Leave a Comment