Lanno del mai

L’anno del mai

mai

Esiste un luogo incantato in cui si raccolgono tutti i buoni propositi mai portati a compimento, le promesse non mantenute, i ci sentiamo“, iti chiamo“, ivorrei, ma magari domani“.

Questo luogo magico è l’anno del mai, 365 giorni che non arriveranno per davvero e che potremmo vivere soltanto portando a compimento tutto quello che c’eravamo ripromessi di fare.

Ciascuno di noi ha i suoi sassolini in the shoe, ci sono stati proponimenti per cui abbiamo lottato con ardore e passione ma ci sono stati anche quelli che abbiamo abbandonato subito alla corrente del un giorno forseTra le principali cause per cui l’anno del mai è sempre in overbooking  figurano infatti:

1. La pigrizia

Solitamente giustificata tramite mancanza di tempo, quand’anche le giornate siano sempre di ore 24In realtà, sappiamo che quella cosa che pure ci farebbe benissimo, ci farebbe sentire alla grande, ci scuoterebbe da qualsiasi torpore esistenziale, comporta una sbatta non indifferente, un certo quantitativo di imprevedibilità degli esiti, pure forse la possibilità di esporci troppo a questo mondo crudele e vedere i nostri sentimenti schiacciati dall’asfaltatrice della cruda realtà. Quindi rinunciamo, anzi no, rimandiamo e intanto il mai emette la sua diabolica risata e ci saluta con un amaro gesto dell’ombrello.

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2. Impedimenti strutturali

Sono riconducibili a questa categoria tutti quei buoni propositi del tipo “Vorrei tanto andare a lavorare in elicottero per evitare il traffico“, “Mi piacerebbe uscire a cena con David Beckham“, “Vorrei perdere cinque chili mangiando comunque tutti i giorni da Burger Kingi quali vanno incontro ad evidenti impedimenti strutturali. L’anno del mai è frequentemente popolato da imprese che potrebbero accadere soltanto se l’ordine della realtà risultasse completamente sovvertito del tipo guadagnare soldi contando le nuvole, dimagrire con la forza del pensiero, polverizzare con uno sguardo tutti coloro che le rompono troppo di frequente.

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3. Umana pietà

Dire “mai” a qualcuno non è MAI bello, né elegante. Il mai infatti preclude qualsiasi sviluppo successivo della trama, chiude ogni porta, cancella ogni speranza e condanna colui a cui viene prospettato a una sorte di allontanamento progressivo nella nebbia dei tempi. Il “mai” non prevede puntatori speciali, spin-off, serie parallele. Mai si accompagna a più non a forse. Quindi come fare? L’umanità, il cui senso evolutivo lascia spesso a desiderare, ha scelto la via della menzogna: si congeda la persona con una serie di formule che lasciano intendere una realtà parallela, uno sfavillante mondo del mai in cui si limonerà tantissimo, si camminerà mano nella mano al tramonto, si faranno figli che a diciott’anni se ne andranno di casa e torneranno negli anni bisestili recando acconciature discutibili e pance prominenti.

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Detto questo, per dimostrare a quei lettori che ancora si ostinano a leggere questo blog  che ho comunque dei sentimenti anche romantici, vi congedo con una graziosa canzone dedicata al tema del mai:

(c’è quel tossicone di Pete Doherty e chi se non lui poteva essere interessato al tema)

Never Never – The Libertines

e vi consiglio la lettura di un libro molto molto bello,L’anno del pensiero magico” di Joan Didion, che racconta di come a volte sia terribilmente difficile lasciare andare una cosa in direzione del mai (sappiate che è di una tristezza tremenda ma vale la pena di deprimersi per leggere una cosa scritta così bene).

Che la forza di volontà sia con tutti voi.

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