La fine di agosto

La fine di agosto

agosto

Mancano tre ore alla fine di agosto.

Anche quest’anno,  puffete, la stagione estiva è passata talmente in fretta che quasi non ce ne si è accorti.

In alcuni casi non ce ne si è accorti perché l’estate, quella vera, fatta di caldazza, sole a picco, sudate epiche, non c’è stata; al suo posto una mesta recessione meteorologica che ci ha consegnato nelle braccia di settembre con la speranza che faccia almeno qualche giorno di bel tempo, che ci sia ancora tempo per una sagra della salsiccia, una scampagnata, un’allegra gita nei dintorni.

Settembre per me è sempre stato un po’ l’inizio dell’anno; meglio di gennaio, quando fa freddo e in genere sono malata e in botta di antibiotici; a settembre arrivo con la lucidità delle ferie, con la rabbia di volermi mangiare i prossimi dodici mesi, con i soliti epici problemi aggrappati alla caviglie che cerco di combattere incanalando le mie incandescenti energie. In fondo è questo, o almeno lo è per me, il segreto per condurre un’esistenza discreta: rivolgere quel fuoco, che altrimenti mi brucerebbe le viscere, verso l’esterno, verso gli altri, verso cose da fare. Ci devo fare attenzione perché così come sono persona di grandi scherzi e allegrie e vibrante pragmaticità, quando imbrocco uno di quei periodi di down, vado in down davvero, mi chiudo in mutismi ermetici, mi sveglio col groppo alla gola, mi sento bruciare dentro. Divento pessima.

Così, in questo avvio di settembre che a quanto pare molto facile non sarà (e te pareva) ho trascorso l’ultima giornata di agosto a:

  • cucinare qualsiasi cosa (focaccine al farro, polpette di tofu e sesamo con mollica al pomodoro, frittata alla menta, catalogna saltata in padella con aglio e peperoncino, macedonia di frutta aromatizzata allo zenzero), manco al pressure test con Bastardich;
  • suonare, o meglio tentare di farlo, l’ukulele sul balcone con la canottiera sporca di farina e la tuta della adidas (l’importante è darsi un tono maledetto e borderline);
  • scaricare foto delle vacanze e pensare se mai, nella vita, riuscirò a essere più fotogenica (cielo! vengo male 10 volte su 10);
  • stalkerare le foto delle vacanze su Facebook per cercare di capire come mai le altre persone sono molto fotogeniche (vengono bene 9 volte su 10, 1 su 10 sono fichissimi);
  • bere Muller Thurgau;
  • indugiare sul post sulle vacanze sicule che mai terminerò;
  • scrivere post senza senso come questo;

Per riabilitarmi vorrei condividere qui la meraviglia che ho trovato digitando “ukulele” e “nerd” su Pinterest:

agosto

 

Buon inizio di settembre a tutti.

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