Tassonomia degli amori dei ventanni

Tassonomia degli amori dei vent’anni

Capita spesso che noi donne, tra i bilioni di argomenti con cui amiamo intrattenerci analizzando punti di vista, modelli di scarpe, strategie esistenziali, tagli di capelli, forme di governo e qualunque aspetto dell’esistente su cui si possa dibattere e accapigliarsi, compaia il sempre gettonatissimo storie d’amore di gioventù perduta. A vent’anni infatti, il mancato senso del limite, la ricerca del sogno, la filosofia del tentar non nuoce ci hanno spesso condotto a frequentare soggetti maschili appartenenti a diverse categorie, le quali nel loro complesso ci hanno insegnato la più importante delle lezioni sentimentali: ci piacciono coloro a cui non piacciamo e non ci piacciono coloro a cui piacciamo (provate a ripeterlo dieci volte senza impappinarvi), altresì detta legge dell’insoddisfazione perenne.

Vado ora a descrivere qualche sommaria tipologia di amore giovanile, certa che potrete rintracciarvi, se non voi stesse, almeno uno dei protagonisti dei vostri batticuori under 30.

Il sensitivo

amore

Per te farei qualsiasi cosa, anche buttarti l’organico per il resto della vita.

Tasso di rimpianto: Alto

Il sensitivo era il ragazzo romantico che vi aveva conquistato per la sua capacità di interpretare sempre i vostri stati d’animo e cercare di porvi rimedio con piccoli gesti sotto forma di poesie, parole, magneti da frigo con felini o con grandi cuori o con felini che reggono grandi cuori. Egli non solo esprimeva costantemente lo stupore di stare al vostro fianco, ma vedeva in voi tutta la bellezza del mondo, anche quando avevate il pigiama di flanella e stavate stappando una bottiglia di birra coi denti imprecando come un camionista slavo. Il sensitivo piaceva alle mamme, alle nonne, alle amiche, a tutti, fuorché a voi. Il suo amore immotivato e totalizzante vi faceva sentire parecchio disagio perché incapaci di contraccambiarlo con pari trasporto; finivate per trattarlo con estrema crudeltà, disinteresse, dileggio, restando con lui ma sognando l’amico rude il cui massimo gesto romantico era ruttare il vostro nome per scroccarvi una sigaretta.

Lo stalker

amore

Anche tu qui! Che coincidenza! T’accompagno? Tanto non ho lo sguardo malvagio, no

Tasso di rimpiantoMedio-Basso 

Al primo appuntamento lo stalker celava sempre la sua vera natura. Certo, alcune insistenti domande sui luoghi che frequentavate, sui vostri amici, su precedenti ex-fidanzati, avrebbero dovuto mettervi in guardia sulla sua tendenza all’ossessività; tuttavia egli, almeno nei primi momenti della vostra storia, sembrava nient’altro che un ragazzo tranquillo e disponibile con cui intrattenere piacevoli conversazioni via sms fino a tarda notte, ricevere telefonate durante la giornata, incappare in incontri casuali per le vie del centro. Ben presto però la frequenza di questi episodi si innalzava a livelli di guardia: il telefono era inondato di sms e chiamate perse, lo stalker compariva in ogni luogo e in ogni lago incalzandovi con domande che manco Grissom di Csi sul perché non lo avevate richiamato il sabato sera e sulle reali ragioni per cui eravate così restie a concedergli un’opportunità.

Il Grande Gatsby

amore

Meglio di Carey Mulligan comunque ci voleva poco.

Tasso di rimpiantoBasso 

Il Grande Gatsby aveva perduto l’amore della sua vita (di solito in seguito a qualche piccola disattenzione tipo si era fatto l’amica sua ma per errore!) e trovava in voi un tiepido conforto alla sua drammatica solitudine. Egli vi narrava costantemente quanto ficherrima fosse la sua ex, quante cose splendide avessero fatto insieme, come si fossero conosciuti, dove l’avesse portata a cena la prima volta. Ogni posto in cui mettevate piede era per lui fonte di ricordi struggenti e romantici, sai quella volta che siamo andati al mare, o quella volta che è scoppiato un temporale e siamo rimasti sotto il portone per ore. Uscire con lui era come fare la comparsa nel film sbagliato; nella migliore delle ipotesi gli consigliavate fraternamente ti riprovarci col perduto amore e lo sostenevate consigliandogli strategie efficaci. Nella peggiore lo mandavate affanchiulo senza passare dal via.

L’ultimo bacio

amore

Sì certo che mi interesso di arte. Ma mi piace di più Dragon Ball.

Tasso di rimpiantoMedio

All’epoca in cui avevate vent’anni alcuni uomini ne avevano trenta e cadevano vittime della sindrome da ultimo bacio. Codesta sindrome prevedeva in genere una fidanzata storica e fedele che superati i trenta iniziava ad accampare quelle assurde pretese che sono solite avanzare le donne tipo compriamo una casa, sposiamoci, facciamo dei figli, che dici? L’ultimo bacio a quel punto faceva l’unica scelta per lui razionalmente possibile: ci provava con una ventenne (nella migliore delle ipotesi). Dal canto suo la ventenne che eravate voi decretava che uscire con un trentenne avrebbe significato la possibilità di poter dialogare con qualcuno che non le facesse domande solo per avere una scusa per fissarle le tette. Niente di più sbagliato. Lui era lì per un breve pit-stop prima del grande passo con la fidanzata storica e fedele, spesso più cessa di voi ma che aveva comunque preso il numero prima per la fila in macelleria. Non vi restava che sognare ad occhi aperti che abbandonasse tutto per voi, struggervi con le amiche e tornare mestamente a frequentare gente della vostra età aggiornandovi sugli ultimi giochi per la Play.

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