2015, chi ben comincia è a metà dellopera

2015, chi ben comincia è a metà dell’opera

anno

E così è iniziato il 2015 e l’aspetto principale è che dopo tre anni sono riuscita a fare delle ferie natalizie senza un termometro infilato sotto l’ascella in botta da tachipirina. Quest’anno non ho fatto liste di buoni propositi perché in fondo mi sono resa conto che mi mettono solo un’ansia pazzesca e mi deprimono, e le possibilità che si realizzino sono le stesse che io vinca qualcosa fortuitamente (Ndr mai vinto niente a eccezione di una confezione di riso da 1 kg alla lotteria della fagiolata di Massazza 2012).

L’unico obiettivo minimo che ho stabilito per i prossimi giorni è quello di non incazzarmi. Ho concluso il 2014 con un livello di tolleranza che mi faceva divampare come un cerino per ogni minima questione problematica; durante le vacanze però, avviluppata nelle coperte sul divano come una larva di millepiedi, ho lavorato sulla mia autocoscienza e compreso che, se voglio sopravvivere fino alle vacanze, devo dare sfoggio di un perfetto autocontrollo e molta mindfulness per dirla con un termine trendy.

Esistono infatti piccoli aggiustamenti del proprio quotidiano che ci aiutano a non andare fuori come dei balconi alla prima difficoltà: il primo e più banale è quello di imparare ad astrarsi dai propri problemi facendo esercizio di punti di vista altrui (la famosa teoria dell’ “Esci da questo corpo“). Basta poco in fondo: leggere un libro (appena finito Il Cerchio di David Eggers), guardare i soliti telefilm scacciapensieri (finito The Knick, finita prima stagione di Orange is the new black, iniziato Fargo), continuare a correre anche quando il tuo culo reclama solo divano a gran voce, fare quattro parole con gli amici di sempre senza parlare di lavoro mai e per nessun motivo.

Ora sappiamo tutti che tra meno di dieci giorni pubblicherò foto di pistole puntate alla tempia, ghigliottine e bombe a mano ma finché dura ci proviamo.

Buon anno a tutti!

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