L’ora d’oro che attraversi al tramonto

ora-pianura

cieli di risaia vercellese parecchi anni orsono

L’ ora d’oro arriva quasi all’inizio dell’estate quando il caldo sale dalle risaie allagate e filtra la luce del sole al tramonto. L’ora d’oro si attraversa in punta di piedi, respirando piano per riempirsi gli occhi e il cuore.

Ogni volta che torno a casa all’inizio dell’estate e sento il profumo dell’afa e delle acacie in fiore, si fa strada dentro di me una malinconia sottile fatta di posto abbandonati, persone che una volta ero io e oggi sono soffuse, sospese, come quell’ora d’oro che si stende tra terra e cielo e che gli aironi e gli ibis sono abbastanza saggi da non lasciarsi scappare.

Così stasera, su un regionale freddo come il polo nord, attraverso per intero l’ora d’oro che mi separa tra passato e futuro, sprofondata nel sedile, nella musica, nei pensieri.

[post scritto sul retro della fotocopia di una carta di identità con penna nera sbilenca]

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