Stranger things, Eighties are back

Stranger things, Eighties are back

Anni Ottanta back in town.

Dunque, Stranger Things. Ne hanno parlato tutti e da brava tossica delle serie tivù non potevo certo esimermi dalla visione di tutte le puntate in due giorni. Tra l’altro quando l’Idolo aveva un paio di settimane appena e quindi capite che dormire era diventata una merce rara e preziosa come i diamanti grezzi della Nigeria. Stranger Things mi è piaciuto, ed era francamente impossibile che non fosse così dal momento che sono una super nostalgica degli anni ’80, tipo che quando vedo in tivù la pubblicità di Pretty in Pink mi commuovo come fossi davanti a un Caravaggio mentre il Baffo leva gli occhi alla volta celeste.

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Dai ma quanto fa ridere?

Al di là di facili sentimentalismi, ho trovato la serie davvero super curata nei particolari: fotografia fichissima, costumi iconici come non si vedevano dai Tenenbaum, colonna sonora totale, casting azzeccatissimo e il ripescone di Winona. Winona che si meriterebbe un post nella rubrica Rivalutiamoli pur essendo donna. Winona che rubava borsette ed eccola, invecchiata, magra, nervosa, pazza e assolutamente perfetta.

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Dal punto di vista della trama non si tratta di niente di originale: mi immagino gli sceneggiatori che hanno costruito la storia pescando a caso carte dal mazzo dell’immaginario eighties e quindi daje di Stephen King, John Carpenter, Steven Spielberg & friends. Dei vari citazionismi della serie sono già usciti milioni di articoli, e io che ci arrivo dopo e quindi non pretendo certo di stare a smaronarvi con chissà quali illuminanti verità.

Vi dirò però qual è secondo me il punto di forza di Stranger Things: i personaggi. Tutti, dai protagonisti ai coprotagonisti, sono costruiti con raffinata delicatezza narrativa:

  • il meraviglioso trio dei ragazzini sfighi, che era un duro banco di prova perché, sapete, dopo Stand By Me, è stato sempre più difficile trovare ragazzini che sembrassero ragazzini e recitassero da ragazzini.

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  • la bimba sovrannaturale che solo con gli occhi trasmette tutta una gamma di emozioni che vanno dalla rabbia alla paura allo stupore ed è veramente bravissima. Altro che bambino rinco del Sesto Senso (ndr io l’ho sempre trovato creepy).

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  • gli adolescenti: il bullo, la bella, lo strambo, l’amica outsider, i cojoni, ciascuno con la sua sfumatura, con i suoi punti di forza e le sue debolezze. Mi piace che Nancy all’inizio della serie sembri la solita ragazzina ingenua, secchiona e un po’ superficiale per poi rivelarsi una vendicatrice con le contropalle. Mi piace Steve che è il fico della situazione e si comporta come tale ma poi si ravvede e quindi lo perdoni un po’ anche se speri in fondo che un giorno Nancy accetti la corte di Jonathan con la sua inadeguatezza romantica.

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  • E poi Winona che, prima di essere una pazza dileggiata per la sua attitudine al taccheggio, è stata una brava attrice e lo è ancora. Con il suo muso da furetto, gli occhi stretti spiritati e le mani tremanti ci regala il ritratto drammatico di una madre distrutta dalla perdita del figlio ma che non vuole rassegnarsi a costo di essere additata da tutti come una malata di mente.

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Ma il mio personaggio preferito in assoluto di Stranger Things è Jim Hopper, il capo della cittadina di Hawkins dove avvengono gli strani avvenimenti del titolo della serie. Jim è un donnaiolo ubriacone, abituato a risolvere al massimo le controversie tra vicini di terreni e vecchiette che perdono i cani. Quando però si trova ad indagare sulla scomparsa del giovane Will Byers dimostra di avere una notevole stoffa investigativa oltre che una tenerissima attitudine paterna (non sto a spoilerarvi l’ultima scena dell’ultimo episodio ma se l’avete visto capirete a cosa faccio riferimento).

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L’unico grave problema di Stranger Things è che non hanno ancora finito di girare la seconda stagione e quindi l’effetto “E mo’ cosa succede? Ma quindi? Ma allora lui? E lei?” è veramente dirompente e ti lascia lì impalata con il telecomando in mano, riflettendo su quando imparerai ad appassionarti a serie tv che siano già concluse in modo da poter vivere la tua vita senza che sia scandita dalle nuove stagioni dei tuoi telefilm preferiti.

Se qualcuno di voi ne è capace si faccia avanti e riveli i suoi trucchi.

Io nel mentre inizio Narcos.

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