Nostalgia nostalgia canaglia. Mi manca correre.

Nostalgia nostalgia canaglia. Mi manca correre.

Quanto mi manca correre.

Mi manca così tanto che sono andata a leggere quando posso iniziare a portare l’Idolo con me su un apposito passeggino ammortizzato. E mancano ancora tre mesi. Tre mesi sono lunghissimi e sebbene tema che tutto ciò rimanga una pura utopia, penso sarebbe meraviglioso condividere con mio figlio quei momenti di assoluto zen che ho raggiunto solo con qualche chilometro nel gambe, il fiato corto e il cuore che batte all’impazzata.

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Quanto mi manca correre l’ho capito parlandone con un’amica che iniziava a correre ora e mi chiedeva consigli su quando andare, come vestirsi, come organizzarsi. Così mi sono tornate in mente le splendide mattinate d’inverno, con la sveglia alle sette e il tempo giusto per lavarsi i denti, vestirsi e buttarsi in strada a correre verso il parco attraverso il profumo di brioche e i furgoncini che scaricano i quotidiani nelle edicole, con la musica nelle orecchie a palla per tenersi svegli e tenere il tempo. Quando mi ha chiesto se era faticoso andarci la mattina presto le ho risposto che sì, lo era ma che a fine giornata arrivavo sempre troppo spossata e incazzusa, mentre il running appena svegli è un modo favoloso di iniziare tutto, una bomba di endorfine e una propulsione motivazionale incredibile in grado di farti pensare che alla fine le ore successive non saranno poi così male. Per me la corsa negli ultimi due anni è diventata un momento di mente limpida, quello in cui tutto il resto sfuma in secondo piano e diventa un rumore di fondo del tutto trascurabile.

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Correre mi ha cambiato la vita, mi ha dato un baricentro, mi ha permesso di rientrare in pantaloni perduti e dimenticati e probabilmente di dare alla luce l’Idolo senza troppe difficoltà. Mi ha insegnato la disciplina, la soddisfazione di raggiungere un certo obiettivo dopo essersi fatti un culo così e che bere succo d’arancia prima di una dieci chilometri è sconsigliabile. Quando ho scoperto di essere in attesa dell’Idolo ho sostituito la corsa con passeggiate a ritmo sostenuto (che però, diffidate, non sono per niente la stessa cosa) e praticato pilates, nuoto, yoga; pur trovandole discipline bellissime mi è sempre mancata quella componente sudore&fatica della corsa. Ho capito che però non si trattava solo di sport ma di nostalgia vera e propria quando qualche tempo dopo il parto ero in un negozio con il Baffo e hanno messo su una canzone della nostra playlist da runner.

Ti ricordi? Questa la ascoltavamo quando arrivavamo al laghetto ghiacciato

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Perché sì andavamo a correre insieme e sì avevamo la stessa tuta che ci faceva sembrare dei power rangers e pure la stessa playlist in modo che non capitasse che uno dei due partisse a razzo sulle note di un pezzo sincopato mentre l’altro andava a passo di un pezzo indie-meditativo. Malattia probabilmente, felicità pura per noi.

Ora effettivamente starete pensando che scrivere un post sulla nostalgia per la corsa a due mesi dal parto non abbia granché senso ma la realtà è che vorrei tanto che magari qualcuno leggendolo ci provasse, a pigliarsi un paio di scarpe sportive e fare un giro dell’isolato la sera per poi ritrovarsi tutti i giorni a pianificare nel dettaglio come fare a ritagliarsi quella mezz’ora di running a perdifiato. Si inizia come si riesce, si corre, si cammina, si prende fiato e si corre di nuovo. Bastano un paio di scarpe decenti, una maglietta tecnica (decathlon ne ha da pochi euro, anche se dopo un certo numero di allenamento sapranno di organico), un paio di pantaloncini comodi, auricolari, app che conti i chilometri (per me quella di Nike resta il top) e tanta buona volontà.
E poi l’autunno è il momento perfetto per iniziare a correre e arrivare al pranzo di Natale liberi di tuffarsi nella crema al mascarpone senza sensi di colpa. Fatelo per voi e fatelo anche un pochino per me che per osmosi potrò ricominciare i miei allenamenti prima del previsto.

Sono sicura che passata la fatica iniziale non ve ne pentirete e chissà tra qualche mese, scriverete anche voi un post viscerale su come il running vi è entrato nel sangue grazie ai consigli di una neomadre che lo ha sostituito con lunghe passeggiate notturne a cullare l’Idolo e che non vede l’ora di calzare di nuovo le sue scarpe da corsa.

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