La velocità della luce (ovvero tre mesi di carlettiadi)

La velocità della luce (ovvero tre mesi di carlettiadi)

Questo post è mammoso. Pertanto tutti coloro che vanno alla ricerca di forti emozioni, racconti scabrosi e trasgressivi, droghe, rock’n roll, maledettismo o i retroscena del sequestro di Kim Kardashian resteranno ampiamente interdetti da un alto tasso di maternita’, tenerezza, commozione e languore.

Io la velocità della luce me la sono sempre immaginata come una roba un po’ cosmica, un misto tra fasci di lampi luminosi, l’Enterprise di Star Trek e i neutrini che giocano a ce l’hai nell’acceleratore di particelle del Cern (sì, ho un approccio molto vago alla scienza).

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Quando l’Idolo è comparso nella mia vita è stata una vera e propria rivoluzione copernicana: addio pomeriggi a sbavare sul divano sfondandomi di serie tv, benvenuti pomeriggi a farmi sbavare addosso sul divano mentre fisso il soffitto perché ho dimenticato il telecomando il cielo sa dove e non posso muovermi. Così con la maternità sono tornata a pormi le grandi domande esistenziali, chi sono?, dove vado?, avrò veramente allattato mio figlio o solo sognato di farlo? e ho rielaborato una personale definizione della velocità della luce che, meglio di tutte quelle menate sulle radiazioni elettromagnetiche, riassume perfettamente cosa vuol dire ritrovarsi madre e, soprattutto, avere un essere umano che ti cresce tra le braccia.

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La velocità della luce è quando una mattina mi sono svegliata e mio figlio aveva imparato a ridere se gli spernacchiavo le cosce.

E’ quella a cui gli sono cresciuti i capelli sulla nuca, le sopracciglia si sono colorate, i body hanno iniziato a tirare sulla panza, la testa si è raddrizzata, le mani hanno imparato ad appendersi ai miei capelli come fossero le liane di Tarzan. Non è solo questione di tempo e spazio ma anche di suoni,  di tutte le canzoni e filastrocche che canto in loop come una pazza, improvvisando dei musical davanti alla sdraietta perché ho la cena nel forno e se brucia quella tocca di nuovo l’asporto.

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La velocità della luce ha una variabile pari a ennemila pannolini sporchi e jeans rigurgitati e si calcola sommando tutti i baci che do all’Idolo dal mattino alla sera e sono milioni, troppi per essere contati sul serio e non abbastanza per esprimere l’amore che mi ubriaca quando lo vedo scalciare sul fasciatoio e sorridermi con tutta la faccia; la velocità della luce è quella che attraverso insieme a lui a passi lenti nella notte, mentre lo cullo nell’oscurità e dalla finestra sbircio una stella che luccica sopra i tetti, lontana chissà quanti milioni di anni luce, e mi chiedo se magari anche là c’è una mamma marziana che fa riaddormentare il suo bambino e si sente sospesa nel tempo e nello spazio, e non si ricorda che giorno è, che ore sono, o da quanto è sveglia, sa solo che la cosa che sta lì a respirarle viva tra le braccia è la più importante del suo mondo.

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Quindi questa è le velocità della luce, quella vera, quella relativa al sistema di riferimento di ciascuno di noi, e potremmo dire che non è altro che il tempo con cui la nostra storia attraversa tutte le altre, e si scrive. Per il momento la storia dell’Idolo parla di questo, di una madre sempre spettinata che vorrebbe farlo parlare a tre mesi, di un papà dai lunghi baffi, di lucine notturne dell’Ikea che si irraggiano nella notte, di sdraiette vibranti che appisolarsi è un piacere, di tonanti peti, di fasce in cui dimenarsi come anguille, di bagnetti che si trasformano in naumachie e di una famiglia stramba che magari un nobel per la fisica non lo prenderà mai ma, comunque, si vuole bene alla velocità della luce. E mica è roba facile.

4 Comments

  • Amanda ottobre 19, 2016 at 5:21 pm

    Due lacrimucce.
    Ghe.

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  • Diana ottobre 20, 2016 at 11:48 am

    Mamma Franci…sei una mamma meravigliosa ❤

    P.s. condivido pienamente situazione paralisi sul divano causa aver dimenticato tutto lontano!

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    • coriandoliavapore novembre 2, 2016 at 2:51 pm

      Per non parlare di quando devi andare in bagno e puntualmente tuo figlio decide che è il momento migliore per addormentarsi a pelle di leone.

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