Weekends Away: i film stitico statici

Weekends Away: i film stitico-statici

Per la seconda puntata di Weekends Away (per chi se la fosse persa la prima la trovate qui), vorrei dedicarmi a un genere di film il cui nome è stato coniato magistralmente da mia sorella: si tratta dei film stitico-statici, ovvero tutte quelle pellicole in cui:

la gente è bloccata da qualche parte => statico
succedono cose ma comunque non abbastanza cose per renderli avvincenti => stitico

Tuttavia suddetti film sono comunque ideali per quei weekend in cui fuori fa freddo e il divano reclama a gran voce il vostro posteriore per cui ecco la mia personale selezione stitico-statica.

film-frozen

Frozen (2010) Adam Green

Tre giovani sbarbatelli vanno a sciare sulle montagne del New England e presi dall’entusiasmo decidono di risalire sull’impianto anche quando manca poco pochino alla sua chiusura. Indovinate un po’ cosa succede? L’impianto chiude e per una serie di sfighe mica da ridere i tre restano intrappolati sulla seggiovia. Che non solo è chiusa ma è chiusa tipo PER MESI e quindi ciccia, col kaiser che qualcuno verrà a salvarli. La prima cosa che viene da pensare è “ma brutti minchioni vi sta bene” la seconda è “come faranno a liberarsi“? Da minchioni ovviamente. No davvero, guardatelo e poi ditemi se le soluzioni adottate dai tre per riuscire a sopravvivere non sono veramente ridicole. La cosa più assurda comunque è che esposti così al freddo e al gelo con le gambe a penzoloni nel vuoto a nessuno dei tre scappi da morire la pipì. Non spoilero il finale che più stitico di così non poteva essere.

film-adrift

Adrift Alla Deriva (2006) Hans Horn

Lui è il Dottor Bollore di Grey’s Anatomy, gli altri emeriti sconosciuti che decidono di passare un weekend in barca tutti insieme: quanta allegria, quanta spensieratezza, quanto divertimento nel gettarsi tutti ammare dimenticando di tirare giù la scaletta dello yacht. Pare proprio che i film stitico-statici siano caratterizzati tutti da un deprimente quoziente intellettivo dei protagonisti. Comunque fatto sta che i simpatici guasconi finiscono a mollo nell’oceano e devono sopravvivere in attesa di un’idea geniale per riuscire a saltare di nuovo a bordo. Ovviamente trattandosi di un film stitico-statico alcuni perderanno la vita in situazioni di sfiga rocambolesca mentre altri purtroppo sopravviveranno e saranno costretti a raccontare la loro esperienza.

film-open-water

Open Water (2003) – Chris Kentis

Incredibile ma Adrift ha un prequel che si chiama Open Water e narra della vera storia di questi due poveri subacquei che per un errore di conteggio da parte dell’istruttore del loro gruppo vacanza vengono dimenticati in mezzo all’Oceano Atlantico. Tutto ciò ci mette in guardia sul fatto che prima di imbarcarsi in un’escursione sub non occorre solo appurare che la guida abbia effettivamente dei brevetti ad hoc e non sia un panzociccione che sta malapena a galla, ma che abbia anche una certa dimestichezza con le operazioni matematiche di base del tipo ci sono sette sub ne riemergono cinque possiamo ripartire o ne mancano due?. Rispetto ad Adrift livello di pathos decisamente più coinvolgente mentre come sfiga stiamo uguale solo che questi almeno non se la sono cercata.

Weekends Away: i film stitico statici

Mine (2016) – Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

La storia in breve: soldato bono con il cuore bbuono in compagnia di soldato cesso e pure smargiasso devono compiere operazione nel deserto, soldato bono col cuore bbuono dovrebbe sparare a un obiettivo sensibile ma siccome non riesce a identificarlo e non vuole sbagliare perché ha il cuore bbuono rinuncia alla missione contrariando parecchio soldato cesso e smargiasso. Mentre battibeccano tra le dune vengono però sgamati dai nemici e debbono fuggire nel cuore del deserto che fortuna vuole non solo fa un caldo pazzesco, ci stanno le tempeste di sabbia e faresti qualsiasi cosa per un goccio di estathè, ma è veramente pieno zeppissimo di MINE. Ora indovinate chi ne pesta una e schiatta e chi invece resta lì con il piede incollato per più di 52 ore. Esatto! Il problema di Mine è proprio questo, non c’è nulla nella trama di sorprendente, e quanto di buono fa la regia (che lavora egregiamente considerando che si tratta di proporre inquadrature di un uomo in ginocchio nel deserto per tutto il film, un po’ come riprendere qualcuno  che ne pesta una prima di salire in macchina e resta lì per 52 ore pensando a come non sporcare i tappetini nuovi) viene completamente vanificato dalla superficialità di un plot che fa il verso al buonismo americano senza riuscire mai a essere originale o convincente. Il finale poi mi ha fatto pensare che il titolo più appropriato per questo film sarebbe stato MINchia (e dai vuoi che non l’abbia pensato quando ci ha messo il piede sopra?), comunque guardatelo e fatemi sapere.

No Comments

Leave a Comment